sabato 4 gennaio 2014

Sonno o son desto

'Aprile dolce dormire' è un famoso detto che, recitato a Gennaio, ci fa già calare un'occhiaia fino al ginocchio.
Constatato che non bisogna aspettare il risveglio delle marmotte, per chiudere occhio, è necessario distinguere varie categorie dell'arte di dormire.
C'è chi la applica più volte al giorno, in qualsiasi posizione e luogo. Chi crede di dormire, ma si diletta in serene passeggiate per casa, sui cornicioni o in mezzo alla strada. Chi dorme una volta ogni tre giorni, dopo aver assunto una damigiana di camomilla, corretta a sambuca.

Analizziamo la prima categoria: 'Dormo anche se mi tiri una pietra in un occhio'.
Quale differenze passano tra: Una poltroncina dell'autobus 56/, una panchina dei giardinetti dei drogati, un bagno pubblico, un divano dell'ikea e una panca dell'Oktoberfest?
Nessuna. Chi rientra nella prima categoria elegge ogni piano, inclinato o meno, come giaciglio ideale per il proprio riposo.
Quante volte vi è capitato di intavolare, in un bagno pubblico, un'animata discussione sulle doti di Kick Boxeuse della Canalis ed il vostro interlocutore si è addormentato abbracciato al vespasiano?
Beh a me è successo molte volte e non sapete il fastidio arrecatomi. Più che altro per sapere se la soubrette fosse in grado di dare colpi, oltre che a prenderne.
Per quanto io veda solo lati positivi nell'avere il sonno facilitato, bisogna anche analizzare i contro della situazione.
Pensate di fare una fila h24-no stop alle poste per caricare 4€ sulla PostPay, pregustandovi il prossimo acquisto sul mercato digitale. Il sistema Elimina/Crea Code sta per visualizzare il vostro biglietto alfanumerico a 18 cifre e... crollate al suolo sognando di non trovare coda alle Poste. Il risveglio con gli ematomi provocati dai bastoni dei vecchietti che vi hanno scavalcato senza pietà, non lascia scampo ai vostri sogni di gloria su Amazon.

La seconda categoria è degna di massimo rispetto: 'Scendo a prendere le sigarette, ma non mi disturbo a svegliarmi'.
Il sonnambolismo sarebbe l'arte perfetta. 'Dormire e fare' nello stesso tempo è una conquista inseguita da Einstein, con le sue teorie sulla relatività, fino a Enzo Miccio, con le sue teorie sul niente.
Il fatto di poter essere consci durante le passeggiate dormienti, è un aspetto irrisorio su cui c'è ancora da lavorare. Ma gli ottimi assegni di ricerca, pari ad un buono pasto mensile da 4,20€, elargiti dal nostro paese risolveranno il problema.
Nell'attesa di far entrare nel nostro vissuto quotidiano un sano 'principio di zombie produttivo', se vedete qualcuno in mezzo alla strada, in pigiama, che dirige correttamente il traffico, non svegliatelo.

La terza categoria è quella a cui appartengo: 'Con la valeriana, ci faccio il decoupage'
'Cara ti raggiungo subito, leggo ancora qualche riga dell'autobiografia di Peppa Pig', è la tipica frase di uno che, oltre ad avere problemi d'infanzia, sa già che rivedrà il letto dopo tre giorni.
Chi soffre d'insonnia cerca tutti i rimedi possibili per cedere al meritato riposo quotidiano che tarda ad arrivare.
Ci sono diverse scuole di pensiero. Tanti si abbandonano a tisane e beveroni ajurvedici a base di teina. Risultati:
Ore 23.00: Allucinazione con protagonista Giuliano Ferrara che interpreta lo 'Schiaccianoci';
Ore 01.00 - 07:00: Tappe in bagno con cicli di dieci minuti.
Ore 07:15: Sveglia.
Altri trovano sollievo nella lettura di un libro. Leggere 'I Pilastri della Terra' in una notte non è un'impresa improba, credetemi.
Altri ancora si autoviolentano con programmi degli anni '70 che vengono riproposti sulle amate reti televisive.
Tutti, indistintamente, entrano nel circolo vizioso delle tre fasi dell'insonnia:
  • Sento che ho sonno, mi giro e dormo.
  • Guardo l'orologio, sono già passati tre minuti e non dormo. Oddio che faccio.
  • Mi giro tre volte a sinistra, due a destra, conto 100 pecore, faccio il saluto al sole e poi guardo il soffitto, fino alla sveglia.
Dopo questa analisi accurata sulla dinamica del sonno, ho deciso la strada più giusta per me, sperando di aprire una scia di speranza per tutti coloro che si ritroveranno nell'esperienze citate.

Ho deciso, domani vado a comprare un materasso. Le sole doghe non conciliano più di tanto il sonno.




domenica 14 aprile 2013

L'unità di misura tempo-guardaroba

La rivoluzione del pianeta Terra intorno al Sole non sembrava avere più misteri, dopo che Galileo Galilei scoprì che non siamo piazzati su un'autostrada piatta ed infinita, tale che se perdi il biglietto, per pagare tutta la tratta, non basterebbero i soldi del nostro debito pubblico.
L'orbita ellittica tanto perfetta ed ammirabile dai restanti pianeti, invidiosi in quanto torridi, glaciali, velenosi o inutili, ora assume più la forma della faccia di Hello Kitty.
Escludiamo un'operazione galattica di marketing per adescare gli occhi, o qualsiasi altro dispositivo visivo, di potenziali Clienti di altre galassie, sul brand giapponese.
Tutta questa introduzione che, rileggendola più volte, non trova nessun senso nè logica, per dire che non ci sono più le mezze stagioni.
Nonostante questa mancanza che turba il sonno di molti di noi, bisogna rincarare la dose dicendo che non ci sono più manco le stagioni intere, per la disperazione di tutti i pizzaioli del mondo (questa è un pò fine, vi do dieci secondi per assimilarla e altri dieci per resistere alla tentazione di spegnere il computer).

Ok, se ci siamo ancora tutti, continuiamo questo avvincente trattato di metafisica, applicata al nulla.
Non abbiamo più le quattro stagioni, non abbiamo le mezze (questo è un sollievo perchè con le frazioni abbiamo tutti dei problemi, sin dall'età scolare), ma allora come facciamo a dividere l'anno in più 'tempi-guardoroba'?

Il tempo-guardaroba è una nuova unità di misura del sistema MKS, rinominato in MKS-TG, che scandisce il mutare degli armadi al variare delle stagioni. Al mancare di queste ultime, il tempo-guardaroba potrebbe subire una flessione ultra-dimensionale tale da proiettare la nostra stirpe in un buco nero, assimilabile al salotto di Porta a Porta.
Per evitare questa sciagura è necessario ridefinire le stagione ed associare, a ciascuna di esse, il tempo-guardaroba corretto.

Stagione numero 1: La tundra contemporanea
Ha un tempo-guardaroba di 5 mesi, da novembre a marzo (questi nomi tenderanno a sparire), ed è caratterizzata da potenti agenti atmosferici quali nell'ordine: piogge devastanti, nevicate abbondanti, vento gelido, una giornata di sole da 34°C, un'aurora boreale, un asteroide, il Festival di Sanremo e Natale.
Si consiglia un abbigliamento pesante, tipo la tuta del pazzo che si è buttato dalla stratosfera, dopo avere bevuto 200 litri di RedBull.
Come accessorio, consiglio i MoonBoot da 9,99€ e un marsupio per raccogliere i frammenti di asteroide, da rivendere su ebay.

Stagione numero 2: La stagione del 'cazzomimetto'
Il tempo-guardaroba di questa stagione è di soli due mesi, aprile e maggio, ma lo spazio da dedicare al'armadio può richiedere anche quello dei vicini, attraverso una tecnologia Cloud, ormai di tendenza.
La difficoltà di questa stagione, che gli antichi greci definivano 'marzo pazzerello', consiste nel cambio di meteo all'interno di una stessa rotazione terrestre (un giorno, tanto per capirci).
Infatti nella stessa giornata, si può partire al mattino con la slitta trainata dagli Husky, affrontare una tempesta elettromagnetica verso l'ora del caffè, mangiare un'insalata di riso in infradito a pranzo, farsi una sciata, con abbonamento pomeridiano, con bombardino annesso, e chiudere la giornata a letto con pigiama estivo e piumone ultra-pesante, che raggiunge temperature da altoforno.
La convivenza con la polmonite è d'obbligo e l'abbigliamento consigliato segue la tecnica della stratificazione: biancheria di flanella, polo manica corta, maglione di lana col collo alto, giacca di renna, piumino, sciarpa, berretto con pon pon, berretto con visiera, occhiali da sole, mocassino senza calze e anfibi.
Solo gli ultimi due capi possono non essere indossati contemporaneamente, a meno che non siate un cane.

Stagione numero 3: Gemellaggio con Mercurio
L'ultima stagione, che ricorda l'antica estate, va da giugno a ottobre ed è caratterizzata da un caldo, ma un caldo, ma un caldo che neanche sommando le temperature di tutte le città dell'Africa, si può rendere l'idea.
La caratteristica di questo clima e tempo meraviglioso consiste nel fatto che dura un arco limitato della settimana, da lunedi' al venerdì, che, casualmente, nella società moderna corrisponde alla settimana lavorativa.
Durante il week end o, in modo equivalente, ogni volta che si presenta l'occasione di un matrimonio con celebrazione e/o pranzo all'aperto, si scatenano uragani degni di nota.
Il consiglio sul vestiario porterebbe a girare tutti in mutande, ma il buon gusto e l'arte estetica creano una soglia di pudore, ancora accettabile.
Un ombrellino, con armatura in cemento armato, potrebbe essere utile, nel caso di grandinate assassine.

Per i numerosi amici che mi seguono da sotto l'Equatore, funziona come sempre: invertite le stagioni e usate Google translate, sennò non capite una mazza, come al solito.

Ora che finalmente ho fatto chiarezza, posso aprire con serenità il mio armadio tre stagioni e scegliere cosa mettere stasera per uscire...

...
...

... Vabbè stasera sto a casa, domani si vedrà.

martedì 9 aprile 2013

Perchè guardo Geordie Shore?

Sono arrivato al punto di chiedermi il motivo per cui sono attratto dalla serie televisiva Geordie Shore. Il fatto di pormi questo quesito sicuramente fa guadagnare punti alla mia autostima. Punti che perderò drasticamente, fino a raggiungere numeri irrazionali, nel corso della mia analisi.
Partiamo dall'obiettivo di questa serie tv inglese: rinchiudere giovani ventenni di razza sconosciuta (probabilmente umana, ma è tutto da dimostrare) in un luogo chiuso casa/discoteca/casa/discoteca/casa/discoteca/casa/discoteca/casa/discoteca/casa/discoteca (dovrebbero inventare il simbolo 'periodico' anche per le parole), a bere, gozzovigliare e scambiarsi 'pudici' flirt tra loro o con esterni della stessa specie.
Insomma una sorta di Grande Fratello, in cui le frasi 'bippate' e le immagini 'pixellate' rappresentano il 90% del montaggio (ok, potevo usare un altra parola), creando un mix di suoni, urla, luci e colori da attacco epilettico.
Superando l'impatto iniziale, mi trovo rapito da cotanta libertà di azione dei partecipanti. Mi stupisce, in particolare, il ricircolo dei fluidi corporei che vanno ogni oltre principio dell'idraulica moderna e riscrivono leggi della fisica, mai messe in discussione.
Mi sono forse perso qualche corollario del principio dei vasi comunicanti per cui una quantità di cinque mohito, una volta ingurgitata, non debba essere espulsa in terra ma su cinque persone diverse nelle vicinanze? L'esperienza ha detto questo e abbiamo la prova Tv. Empirismo- Stevino1-0.
Ogni mia più azzeccata e pertinente descrizione degli atti mostrati in questo programma non renderebbe la visione degli stessi, per questo inserirò alla fine di questo trattato socio-psico-pedagogico-etc un link ad un sunto dei momenti più salienti della serie.
Devo però proseguire con la mia introspezione per capire quale sia la molla, al mio interno, che alimenti il mio interesse per questo show.
Escluderei il fascino dell'atto 'limonatia et similia' (ammetto di non sapere declinare il termine 'limonare' in latino; mi sembrava di averlo affrontato in qualche testo di Catone il Censore, ma forse era stato censurato), in quanto trito e ritrito in altre occasioni di solitudini passate.
Toglierei dalle cause imputate alla sindrome di imitazione dell'immagine 'giovanedastrapazzo': per quanto possa essere fashion victim, difficilmente mi vedo con canottiere attillate che evidenziano il deltoide (ce n'è più d'uno vero?), minigonne ascellari, jeans strappati o unghie finte. In più sono vecchio, quindi devo lasciare andare queste mode passeggere ed allinearmi a persone del mio calibro, come look e grado di istruzione, come Oscar Giannino (a proposito, qualcuno lo è andato a cercare, o sta giocando ancora a nascondino da solo?).

Andiamo al sodo. Credo che la mia curiosità verso questo 'modo di divertirsi', se così si può definire, proviene dal fatto che, all'età giusta per farlo, pensavo ad altro tipo:


  • Scambiare la figurina di Abel Xavier, in cambio di una stretta di mano, perchè mi faceva paura;
  • Giocare con le pistole del Sega Master System II, soffiando sulla canna dopo ogni livello superato;
  • Mandare i bigliettini alle ragazze che mi piacevano, facendo sbavare l'inchiostro della penna stilografica, prima che arrivassero a destinazione. Praticamente arrivava un tracciato di un elettrocardiogramma: _____VVVV________OOOOO___ con me?
  • Andare sulle giostre del Luna Park per fare il figo e vomitare nella siepe più vicina.
Dite mica che mi sono perso qualcosa e, SOLO INCONSCIAMENTE, avrei voluto partecipare, all'età e nelle condizioni giuste, a Geordie Shore?  Ma no dai, credo di essere proprio fuori strada.
Tanto, ai miei tempi, la trasmissione più sfrenata e fuori dai canoni era.. 'Il pranzo è servito'; il problema di declinare il verbo 'limonare', non sussisteva proprio.




martedì 14 agosto 2012

Caldo che ti passa.

Giunti ormai nel cuore di questa pazza estate 2012, flagellata da così tanti anticicloni, i cui nomi esauriscono mezza mitologia greco-romana, con i vari Caligola, Asdrubale, Minnie e Clemente Russo, è il momento di tirare le somme.
Per il paradigma di Giuliacci, l'essere umano tende a preferire sempre la stagione opposta a quella che vive:  a novembre si sognano spiagge caraibiche (più realisticamente sostituite da uno stagno, colmo di melma) e ad agosto, afflitti dalla calura, si rimpiange l'allegro meteo del giorno di Ognissanti.
Detto ciò, io rimango costante nel mio giudizio di odio insindacabile verso la stagione estiva.
Il motivo sembra strano, non lo saprei manco dire (cit.), ma non riesco proprio a trovare rimedi contro la calura, che mi annebbia pensieri e movimenti (sono molto più a mio agio a muovermi vestito da omino Michelin, sotto due metri di neve).
Tra i vari consigli ricevuti, sicuramente il più gettonato è stato questo: 'Vai al mare, no? Scemo.'
Visto che apprezzo sempre le critiche costruttive e che sicuramente non minano la mia autostima, attraverso un linguaggio poco consono alla mia sensibilità, ho accettato di buon grado.
Ho preso il motorino, percorso ben duecento metri, perdendo un infradito ogni cento, e sono arrivato, con grande eleganza ad una spiaggetta esclusiva: 23 persone, 12 ombrelloni, 7 Vu' Cumprà e 5 Borse frigo a metro quadro.
** Svenimento numero uno ** (Stile Via Crucis).
Con le piante dei piedi abbrustolite dall'asfalto rovente, mi accomodo ad ottocento metri dal Bagnasciuga: vicino a me uno stambecco e qualche stella alpina.
Riacquisisco morale indossando i miei nuovi occhiali da sole, comprati poc'anzi alla modica cifra di tre euro e con effetto Instagram incorporato.
Li tolgo e....
** Svenimento numero due**
Rianimato da una turista tedesca, neo-campionessa olimpica di Oktobefest, ho tempo di guardarmi intorno, in modo spassionato, ed osservare i personaggi tipici che popolano una spiaggia.
Noto subito una coppia, sulla quarantina, che si cimenta nella disciplina 'Racchettoni agonistici'. Lui, fisicato decadente, impartisce consigli tecnico-tattici alla sua partner, la quale probabilmente per dispetto, lancia costantemente la pallina verso la boa dei 300 metri.
Dopo avere decapitato una decina di sub, il maschio alfa parte con la sfuriata nei confronti della compagna, la quale, in tutta risposta, sbotta con un 'Avrei preferito rivedere per l'ennesima volta, i 100 gol di Zamorano nel Colo Colo'. Pazza Inter amala.
Rallegrato da queste scene rilassanti, gocciolante come i rubinetti, quando non paghi la bolletta, mi dirigo verso il mare per trovare refrigerio.
Schivo alcune teglie di melanzane alla parmigiana, un'impepata di cozze e qualche trippa (nel senso di alcuni grassoni spiaggiati come Capodogli in fin di vita) e raggiungo la riva, allo stremo delle mie forze.
** Svenimento numero tre**
Riprendo vita grazie ad un ghiacciolo gusto 'Polase' e, sfidando tutte le leggi del metabolismo moderno, mi tuffo, in modo plastico, deriso da tutti i bambini presenti.
Il refrigerio è un sentimento oggettivo, non si può discutere, così come le correnti calde provenienti dai miei vicini di bagno ultrasettantenni.
Esco agevolmente conficcandomi nei piedi alcuni sassi e chiamo un taxi per ritornare al mio asciugamano.
Con il passare delle ore (in realtà tutto è successo nell'arco di dieci minuti), noto un lieve rossore sulla mia superficie cutanea, tanto che alcuni bambini mi scambiano per il sole. Ringraziando per cotanta investitura, decido che la mia 'fuga dalla calura', può anche concludersi qui, senza lasciarsi mancar..
** Svenimento numero quattro**

C'erano anche altri consigli del tipo: 'Comprati un condizionatore e barricati in casa, deficiente!'
Può mai una persona che mi dà del deficiente consigliarmi meglio di una persona che mi dà dello scemo?
Figuriamoci, io domani torno al mare sulle note della canzone pluripremiata ' Novembre' di Giusy Ferreri; sperando arrivi presto, Novembre si intende.








giovedì 15 marzo 2012

Palinsesti interessanti

L'epoca del digitale terrestre  ha portato alla distruzione di numerosi decoder, vittime di nervosismo inodtto da segnali deboli ed infrastrutture ballerine.
Come si fa a non capire quei poveri genitori che, piazzando i loro pargoli davanti a 'Boing', si garantiscono un quarto d'ora di relax dalle urla quotidiane. Al tempo stesso, quando il personaggio animato preferito dai vostri figli si 'freeza' per assenza di segnale, come un Andreotti qualsiasi a 'Buona Domenica', la furia delle giovani creature si eleva all'ennesima potenza.
Ma noi, popolo di inguaribili ottimisti, dobbiamo segnalare le nuove opportunità, in termini di Palinsesto, che sono in grado di accrescere il nostro bagaglio socio-culturale, per elevare la nostra razza almeno a livello di mediocrità.
Per questo motivo, è mio obbligo morale sottolineare la varietà di programmi trasmessi dall'emitennte 'Real Time'.
I programmi che si possono distinguere in cotanta magnificenza sono:

Cerco / Vendo Casa Disperatamente
Duplice Format, condotto da Paola Marella, abile agente immobiliare e degno erede maschile di Cristiano Malgioglio, per i suoi capelli Bicolor, che ricordano la lega Rame-Stagno (facevo prima a dire Bronzo, ma il termine lega, attira lettori padani).
Quanti di noi non si sono mai trovati nello stato d'animo di disperazione, in quanto desiderosi di cercare o vendere la propria casa? Il sentimento di disperazione lo legherei maggiormente ad una trasmissione del tipo 'Pago il mutuo regolarmente' o 'Vivo in una casa sovraffolata di extracomunitari, il tutto molto amorevolemente'. Tra l'altro la trasmissione riporta situazioni alla portata di qualunque tasca: gente che cerca villa con 800 ettari di agrumi in fiore a Dicembre in Sardegna o persone che vendono la propria casa solo tramite una ristrutturazione, progettata dall'architetto, rigorosamente omosessuale, di costo superiore al prezzo dell'appartamento stesso.
Nel nostro contesto socio-economico attuale, direi che questo programma ci sta benissimo.
Consiglio di guardarlo, comodamente seduto su un Puff di paglia, nel vostro monolocale in affitto, con in manno una bottiglia di cicuta.

Malattie misteriose
Può alzare la mano chi si ritiene ipocondriaco? Quanti di questi, temono di essersi stirati il muscolo dell'ascella con questa azione repentina? Ok, voi siete realmente ipocondriaci.
Io sono del partito di quelli che non leggono i bugiardini delle medicine, non cercano su google i sintomi dei propri malesseri e manda emissari in farmacia o dal medico di base, per non esssere assalito da dubbi amletici del tipo: arriverò in vita a stasera, per guardare l'ultima puntata di Malattie Misteriose?
Spero vivamente che gli autori di questo programma godano di molta fantasia, che abbiano reclutato comparse e professionisti del make up, per produrre ciascuna puntata.
Sono risuscito a guardare solo pochi minuti, per onore di cronoca, poi ho dovuto girare sul Grande Fratello, per riprendermi. Tutto detto.


Cucine da Incubo
Uno dei cuochi più famosi d'America, Gordon Ramsey, visita le cucine dei ristoranti più beceri della Terra, per riabilitarli nella loro vocazione, nonchè salvarli da imboscate dei NAS (In americano si pronuncia'nès', o forse è piemontese).
La puntata inizia con l'assaggio delle portate prinicipali da parte di Chef Ramsey, che sistematicamente vomita o sputa ciò che ingerisce, per tutto il locale. Ecco, questa scena si potrebbe anche tagliare.
Le fasi seguenti sono: l'intossicazione di alcuni clienti alla cena dimostrativa, il pentimento del cuoco o dei proprietari, la sfuriata di Gordon Ramsey in cucina, il cambio di Menù e dell'arredamento del locale, la cena che riscatta il nome del ristorante.
Due settimane dopo le riprese, i NAS americani chiudono il locale.
Quando si esce fuori a cena, si ha sempre qualche dubbio sul contenuto dei cibi serviti e sulle condizioni della cucina, anche nei ristoranti più lussuosi (almeno da quanto si possa vedere dalla vetrina).
Dopo la visione di questo programma, siete autorizzati a fiondarvi nelle Cucine professionali, armati di Padelle e Decanter, per infierire sui malcapitati inservienti e andarvene senza pagare. Real Time insegna.


Non sapevo di essere incinta
Sei donna, hai un gonfiore di stomaco nonostante tu vada regolarmente in palestra, hai la nausea anche se non guardi il telegiornale e ti mangeresti anche l'abat-jour dell'ikea? Attenzione, potresti essere incinta! A quanto pare tante ragazze, distratte dai ritmi frenetici della vita, non si pongono queste domande e si trovano a sfornare, inconsapevoli, figli su figli su figli.
Contestualmente a questo programma, io sarei potuto essere autore di tanti altri simili come 'Non sapevo di non avere chiuso il gas' o 'Non sapevo che sott'acqua non bisogna respirare' o 'Non sapevo che le mutande non si mettono in testa'. Avrei le possibilità di diventare uno Spielberg delle Serie Tv.
Se non mi venisse da piangere, riderei al pensiero che una ragazza, per giustificarsi a scuola di una preparazione latente potrebbe dire: 'Scusi Prof, ieri ho partorito. Porti pazienza, non sapevo di essere incinta. La poesia del Pascoli, la ripeto la prossima volta, sperando di non dimenticarmi nuovamente altri eventuali stati di gravidanza'.


Potrei scrivere ancora molto su questo argomento, dato che Real Time è uno dei pochi canali che la mia posizione terrestre mi concede di guardare.
La fantasia dell'uomo è tanto grande quanto le sue debolezze: si potrebbero toccare vette di diaspiacere inarrivabili.



giovedì 8 marzo 2012

Tic Tac

La maggior parte degli esseri umani, appartenenti alla società moderna, conduce una vita frenetica, stressante, piena di ansie e controversie; la restante parte siede a Montecitorio. Ognuno sfoga le sue tensioni quotidiane in modo diverso.
C'è chi, al termine della giornata lavorativa, si infila un giubbetto catarinfrangente per correre ai fianchi della superstrada.
Niente da dire, un metodo di scarico notevole, sempre se ti salvi dai Tir che ti incornano come un Toro di Pamplona, trascinandoti per metri di asfalto e trasformandoti in una torcia olimpica, molto significativa.
Sicuramente è una risoluzione definitiva al nostro problema, con i migliori ringraziamenti degli organizzatori di Londra 2012, che sfruttando combustibile umano, potranno investire su qualche mascotte morbidosa.
Va bene, non sono oggettivo: la corsa non mi piace, mi annoia e mi fa pensare ancora di più a quello a cui non dovrei pensare. Sicuramente la mia playlist dell'Ipod che mi accompagna, ferma  al Festivalbar del '96, e le mie ginocchia, prive di gradi di libertà, non aiutano.
Una delle molteplici alternative consiste nell'andare in Palestra. Non posso neanche trovare la scusa della distanza: ce n'è una al piano interrato del mio palazzo.
Voi non potete capire il trauma psicologico di scendere in cantina a prendere un quadro dell'Ottocento inpolverato e ritrovarsi sulla panca a fare una serie da 50 addominali.. in pigiama tra l'altro.
Ho cercato in tutti i modi di spiegare l'incomprensione, ma il nerboruto Personal Trainer aveva visto in me potenzialità inaspettate. Ho dovuto prendere otto bustine di Polase, per riuscire a prendere l'ascensore e tornare a casa.
Ok, non sono dinuovo oggettivo. Anzi devo ammirare coloro che disegnano il loro corpo di geometrie euclidee e poi non riescono a girare il collo perchè la superficie dello loro sternocleidomastoideo è pari a quella dell''Uzbekistan. Chapeau.
Io vorrei giocare a pallone, non mi sembra ci siano controindicazioni. Per organizzare bisogna solo scorrere la propria rubrica telefonica, mandare 96 messaggi, fare una ricarica, mandarne altri 87, prenotare il campo, disdire il campo perchè 'quell'erba sintetica ha i pallini troppo grossi e mi si rovina il completo ufficiale della Tanzania', prenotare un altro campo, trovare il sostituto del sostituto che è dovuto andare alla festa di laurea del cugino di 15 anni. Solitamente, al termine di questo processo, che fa una pippa al ciclo di Krebs, mi ritrovo a giocare alla playstation.
Da questi brevi scorci, solo un occhio particolarmente superficiale dedurebbe che l'attività fisica non fa per me.
Il rischio a cui si va incontro accumulando stress, stanchezza e acido ianulorico ( un pò a caso), è la somatizzazione di questi stati.
La mia preferita è sicuramente la palpebra traballante, ovvero quell'impercettibile movimento cutaneo che conferisce ai tuoi occhi la sensazione di essere sul Tagadà.
Il movimento è talmente impercettibile che gli altri non se ne accorgono, ma tu, per nasconderlo, ti stroppici gli occhi, come fossero gnocchi alla romana.
Tra i molteplici rimedi della Nonna si annovera l'impacco con la camomilla. E' interessante camminare per casa con questa benda alla Tutankamon, che si muove in modo indipendente grazie all'inerzia delle tue palpebre.
Per ridursi in queste condizioni, tanto vale fare un salto in cantina e riprendere il discorso col Personal trainer. Lui vedeva potenzialità, io ora ho una benda pregna di camomilla sugli occhi: mi devrò fidare.

venerdì 24 febbraio 2012

Come scrivere un Best Seller, senza fatica.

Una delle domande ricorrenti, che mi pongo in questo periodo, è la seguente: dove hanno origine le frasi smielose che riempono i libri di Fabio Volo et similia? Capisco che la domanda sia struggente e le ore di sonno perse a notte, ormai fuori da ogni possibile conto della matematica contemporanea.
Escludendo a priori che queste frasi siano frutto di un bagaglio culturale ellenista, nonchè di anni spesi presso le stanze di Oxford, le risposte potrebbero essere innumerevoli.
Come filosoficamente noto, le risposte a quesiti apparentemente insolubili ci si rivelano attraverso le esperienze quotidiane della vita stessa (cit. Fabio Volo).
Per questo motivo, mi sono recato nel luogo per eccellenza dove la vita si esprime nelle varie sfacettature dei suoi personaggi: una panchina di un giardino pubblico. Ho provato anche su una di un giardino privato, ma la mia ricerca spirituale è stata interrotta da un poliziotto.
Erano anni che non sedevo su una panchina simile, forse da quando, poco più che adolescente, un cane (o forse era un bambino), mi azzannò una rotula, credendola la sua pallina preferita. Col senno di poi, fui contento che quel cane/bambino non stesse giocando con palline di dimensioni inferiori.
Chiuso questo breve paragrafo sulle mie ferite interiori insanabili, bisogna dire che sedersi su una panchina è come andare al cinema senza pagare il biglietto e soprattutto senza mettere gli occhiali 3D, i cui effetti nauseabondi da terzo mese di gravidanza rappresentano il più grande flop commerciale dopo le borsette in mais degenerato dei supermercati.
I personaggi che ci possono insegnare la bellezza e l'amarezza della vita sono molteplici. I miei preferiti sono sicuramente i 'pazzi', nel senso buono del termine, s'intende.
I 'pazzi' non sono coloro che soffrono di nevrosi o paure, ma sono quelli che vivono in un'altra dimensione, confezionata e progettata a proprio piacimento.
Io li ammiro, non solo perchè non devono compilare il 730, ma perchè non hanno bisogno di intrattenere relazioni interpersonali con tutto ciò che ne consegue: basta che si immaginino il soggetto con cui vogliono dialogare ed il gioco è fatto.
Ok, dall'esterno sembra che parlino da soli, ma chi è così superficiale da fermarsi all'apparenza? Naturalmente tutti, tranne il sottoscritto, particolarmente interessato a questi dialoghi surreali. Non ci crederete ma, gran parte delle frasette che si leggono in questi libri best sellers sentimental-buonis-tragicomici, sono presenti in questi dialoghi. Capite bene che, prendere un microfono facendo finta di realizzare un servizio socialmente aulico e poi utilizzare i contenuti a proprio piacimento, non è cosa complessa.
L'unico errore da non commettere consiste nell'intromettersi in questi dialoghi-monologhi, incorrendo nel rischio di beccarsi una bottiglia di Brunello di Montalcino da 1.99€ sulla testa. Mi sembra un compromesso onesto.
Un libro non può essere composto solamente da frasette 'da linkare su Facebook, perchè io sono giovane ma molto profondo/a e conosco i problemi dell'animo umano, cioè bella zio'. Per questo motivo, spostando lo sguardo sui 'non pazzi', l'attenzione si ferma sulle mamme che accompagnano i bambini alle giostrine. State calmi, non è nè il momento 'stalker si nasce' nè quello 'voyeurismo che passione'. Le mamme annoiate ai giardini sono meravigliose perchè sono annoiate; per questo motivo il primo input cerebrale è prendere il cellulare e telefonare all'amica preferita, parlandole di problemi con il compagno. Fantastico, la storia principale del nostro libro è pronta! La lunghezza o complessità del nostro intreccio dipende da quanto ci mette il figlio della mamma al telefono, ad ammazzarsi sulle giostrine del parco giochi.
Serve ancora un finale col botto o di quelli che ti aprono le porte per un capitolo successivo. Mi guardo intorno e vedo solo spacciatori o immigrati con Cd di Gigi D'Alessio del 1994. In effetti manca un elemento di sana violenza al manoscritto. Aizzo lo spacciatore utilizzando come miccia la scarsa fornitura della discografia del Vuccumprà e prendo appunti sulle tecniche di lotta.
Unite questi semplici consigli ed il vostro problema più grande sarà tenere a bada milioni di Followers su Twitter, che si complimentano sulla profondità del vostro nuovo libro.